#246 – Attilio BERTOLUCCI

AL FRATELLO

Un giorno amaro l’infinita cerchia
dei colli
veste di luce declinante,
e già trabocca sulla pianura
un autunno di foglie.

Più freddi ora dispiega i suoi vessilli
d’ombra il tramonto,
un chiaro lume nasce
dove tu dolce manchi
all’antica abitudine serale.

[da La capanna indiana (1951). Come sapete, il distico di chiusura è citato ne Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia]

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