#248 – Paolo FEBBRARO

PAOLO MALATESTA (a parte, di Francesca) 

«Aver bisogno, per parlare,
di un’altra poesia.
Dover piangere, nel vostro
purgatorio di corpi, il paradiso
d’un Libro sacro e scortese, nero
d’inchiostro. Nel mortorio
dei giorni stare sospesi, dannandosi
al vero infinito del desiato riso.
La mia bufera non è allegorica
e il quinto canto è una diceria.
Se avete un’anima, gettatela via».

[da Il bene materiale, Milano: Scheiwiller, 2008; Su Kamen’. Rivista di poesia e filosofia n° 51, Giugno 2017, Voghera: Libreria Ticinum Editore, p. 33]

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