#248/2 – Paolo FEBBRARO

I CLASSICI

Butterati dalle ustioni, fra i ponteggi
dei restauratori i classici guardano
a noi con l’occhio sazio del rapace
che ci riduce a istanti. Non sopportano

luci artificiali: notte sia notte,
nubi a plotoni senza temporali.
Stringono il cuore, ma come lo possono
fare le mani tramutate in ali.

Nel nostro andare noi li perdoniamo,
spettri educati, mutili e ideali.
Se li studiamo, ancora ci minacciano.
Ma quale polvere. Quali scaffali.

[da Fuori per l’inverno, Roma: Nottetempo, 2014; Su Kamen’. Rivista di poesia e filosofia n° 51, Giugno 2017, Voghera (PV): Libreria Ticinum Editore, p. 44]
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