254 – Giulio MOZZI

Ormai non scrivo più, lo sai che sono
da tempo uno scrittore (Cavazzoni
ci vide giusto) ormai «in disuso», buono
a nulla se non rompere i coglioni

lodando il tempo antico, con un tono
di voce un po’ in falsetto: «Tutti cloni
’sti ragazzotti», strillo dal mio trono,
«Sono imbolsite le generazioni

che vengon dopo». E già. Ricordo i tuoni
scagliati sulla mia generazione
da quegli a cui assomiglio oggi soloni:

ma non sperate, no, che vi perdoni
la vostra gioventù. Fate attenzione:
né sconti qui si fanno, né condoni.

[via faceb00k]

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