#102/2 – Iosif BRODSKIJ

UNA CARTOLINA

Il paese è così popolato che i poligami e i pluri-
omicidi se la passano liscia, e dei disastri aerei
si parla (di solito nel tg della sera) solo quando accadono
nelle zone boschive – le difficoltà d’accesso
si fanno più gravi se permeate da sensibilità ambientalista.
I teatri sono gremiti, sale e palcoscenici.
Un’aria non è mai cantata da un unico tenore:
ne impiegano sei alla volta, o uno grasso al pari di sei.
Lo stesso vale per gli enti pubblici, con gli uffici illuminati
tutta notte; si fanno i turni, come in fabbrica,
ostaggi del censimento. Tutto è pandemico.
Ciò che è amato da uno lo amano in molti,
che sia un atleta, un profumo, o la bouillabaisse.
Quindi, qualsiasi cosa tu dica o faccia è patriottica.
Anche la natura sembra aver preso nota del comune denominatore,
e quando piove, il che è raro, le nubi si attardano più a lungo
non sugli stadi dell’esercito e della marina, ma sul cimitero.

(1994)

[da E così via, trad. Matteo Campagnoli e Anna Raffetto, Milano: Adelphi, 2017]

Annunci