#263 – Lorna CROZIER

LA MIA ULTIMA POESIA EROTICA 

Chi vuole ascoltare
di due vecchiacci che si montano
nel sedile posteriore di una Buick,
nel capanno del giardino tra la vermiculite,
in cucina dove dovremmo trangugiare
ovomaltina e dire no? Chi vuole ascoltare
di circa 26 anni di avvitamenti,
della nostra non certo seducente carne
ora sciolta come pasta per pizza
che si attacca tra le mani prima di essere sbattuta?

Chi vuole ascoltare di due vecchi amanti,
che si schiaffeggiano come l’acqua sul fango,
capelli dove non dovrebbero esserci
e poca roba dove dovrebbe esserci qualcosa,
il mio piede dall’alluce infiammato che scorre
sul tuo polpaccio ossuto, le tue mani callose
che sprofondano nello scivolo della mia pancia,
i nostri vaghi gemiti, al collasso?

Dobbiamo indossare gli occhiali per vedere qualcosa!

Quando sussurri quello che vuoi io non sento
ma fallo comunque, e fallo bene in qualche modo. Rassegnati,
alcune notti preferiamo mangiare Haagen Dazs
o vedere un film con Nick Nolte che pare messo peggio di noi.
Certe notti preferiamo accarezzare i gatti.

Chi vuole sapere come facciamo a farlo
sappiamo che siamo entusiasti come la prima volta – onesti –
come la prima volta, se solo potessimo ricordarlo,
i nostri vecchi corpi fanno ciò che sai
i corpi fanno, consumati e belli e spudorati.

[su Pangea, traduzione di Davide Brullo]

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