#264 – Carlo GABBANI

Tutto si replica, ma niente ritorna,
soprattutto ciò che sognai da solo,
con il coraggio di chi vive altrove
o può sempre ribattere “scherzavo”,
ed un volto intravisto e già perduto
non è che segnaposto di destini
che non si riesce ad abbreviare in uno,
quando ogni affetto trema e si sfarina
sotto la lente falsa del pensiero;
meglio era contentarsi della vita,
bollire il latte, spengere la luce,
lasciarti un breve appunto: tutto qui.

[in Erba d’Arno, nn. 150-151, 2017-2018, p. 20]

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