265 – Boris RYZHY

POESIA BESTEMMIA

«Il club degli esteti»: «Boris Borisyč, 
la invitiamo a leggerci una poesia».
Eccome, subito, vaffanculo. Scema, cercati
un altro coglione, e abbassi la cornetta.
Un nodo ti prende la gola, un’angoscia
selvaggia, la letteratura è roba mia…
Partivi per la colonia estiva, per tutto
il turno baciavi segretamente l’amichetta
Julia, com’era triste lasciarsi…
e la squadra dei giovani pionieri
tuonava: «Non avremo mai 60 anni,
ma solo 4 volte 15!»
Da cinque anni ormai non sogni piú
che scopi, ti svegli per la noia, vai verso
il gabinetto e – allo scopo di farti
la barba – infili il tuo proprio ritratto
nello specchio e indietreggi:
e questo chi sarebbe, chi è?
Magro, con la barba lunga. Sei tu!
Lo specchio di fronte, un labbro rotto,
i nervi a pezzi, ma sempre il bello,
l’altero e allegro Boris B. Ryžhj,
che cosa priva di gusto sarebbe, ora,
tagliarsi le vene con un innocuo rasoio.

[da La nuovissima poesia russa, trad. Valeria Ferraro, Torino: Einaudi, 2005]

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