#271 – Michele CAMPANA

L’ ARATURA 

Ho aspettato la gioia dell’alba,
Riempio la mattina
dello scroscio possente
di un trattore che ara.
Urla col battito atroce
e incede come un mostro tozzo
avanti indietro avanti
fra le prode spaurite.
Spacca con la lucente lama
la terra che si arrovescia e fuma.
Domino lo squasso e l’urlo.
Sento dentro le membra
il fremito dei mille diavoli
che bruciano e scoppiano e vanno.
La forza del foco e del ferro
si attacca allo spirito mio:
le braccia larghe alla ruota
assoggettano la macchina
al solco dritto e fondo.
Bisogna squarciar dentro
frugar nelle viscere,
perché più affondi nel buio
e più raccoglierai di luce.

[da Il grano (1941), in Poesie (1904-1964), cur. Giovanni Arcidiacono, Firenze: Il Fauno Editore, 1964, p. 60]

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