#273 – Srečko KOSOVEL

SOLO

Non è triste l’uomo, né felice.
Il mondo si è allontanato inspiegabilmente,
vaghi e brancoli come sperduto,
non sai per dove, tutto è dato alla corrente.

Il bel volto nella grigia oscurità si è spento,
in me i nudi castagni riverberano
e le foglie, che calpestate nella pioggia
sotto gli alberi marciscono.

Oh, vorrei gridare, voce che riecheggia
dai monti, dai boschi, dalle doline,
ma di restare solo ho timore
con il vuoto che si ripete senza fine.

[da Quel Carso felice, cur. e trad. Michele Obit, Trieste: Transalpina, 2017, pp. 112, EAN 9788888281186]
[tramite Perìgeion]

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