#274 – Thomas LUX

LA GENTE DELL’ALTRO VILLAGGIO

odia la gente di questo villaggio
e noi inchioderemmo i cappelli
alle nostre teste per non doverli calare davanti a loro
o cuciremmo le mani sulle nostre fronti
per rifiutarci di salutarli
se non li colpissimo per primi: ci spedirebbero i loro pacchi di ratti,
mescolerebbero nella notte la loro farina con pezzi di vetro.
Noi facciamo una cosa, loro ne fanno un’altra.
Loro scorticano la laringe dalla gola di uno dei nostri fratelli.
Noi strappiamo le vene a una delle loro sorelle.
Le fosse di sabbie mobili che costruirono furono efficaci.
I nostri squadroni da amputazione furono migliori.
Noi addestrammo gli uccelli a rubare il loro grano.
Loro ci inviarono ambasciatori di pace facendoli esplodere.
Noi facciamo una cosa, loro ne fanno un’altra.
Noi cancellammo le importazioni delle loro pecore.
Loro smisero di comprare le nostre coperte.
Noi prendemmo in giro il loro più grande poeta
e quando questo non ebbe effetto
schernimmo il loro modo di ballare
che causò dolore, così, a turno, loro dissero che il nostro Dio
era lebbroso, senza capelli.
Noi facciamo una cosa, loro ne fanno un’altra.
Diecimila (10,000) anni, diecimila
(10,000) brutali, bellissimi anni.

[inedito, trad. Emilio Capaccio]
[su Atelier]

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