#299 – Dìmitra KUVÀTA

LA MINACCIA DELLA PROSCRIZIONE

Con questo qui ti scannerò,
sciagurata.

E te ne stavi tutta tremante
per quel coltellaccio da cucina,
quella bestia macellata appesa sottosopra al gancio,
con tutto quel sangue che le veniva giù sul naso
e il gallo
che nel cortile scorazzava
sgozzato.

Con cose del genere si diventa poeti,
in fin dei conti
quello che sono.

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[da Καθαρό Οινόπνευμα (“Alcole puro“), Αθήνα: Μανδραγόρας, 2020]
[traduzione e cura di Crescenzio Sangiglio per Inverso-Giornale di poesia]